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Diritti umani: come gli Stati esternalizzano la propria responsabilità

Cambiamento climatico, digitalizzazione della vita quotidiana, catene del valore globalizzate. Sono tutte sfide attuali che superano i confini nazionali. Come garantire allora i diritti umani, tradizionalmente legati a uno Stato e a un territorio?

La concezione tradizionale dei diritti umani non è più adeguata alle sfide globali. Da un lato, riconosce obblighi principalmente agli Stati, mentre oggi molti altri attori, come le imprese, esercitano un'influenza altrettanto significativa. Questa concezione limita inoltre la responsabilità a uno spazio geografico, ovvero ai confini dello Stato. Dall'altro lato, è limitata anche nel tempo: non tiene conto delle violazioni dei diritti delle generazioni future.

Le conseguenze sono concrete: queste lacune consentono agli Stati e agli attori privati di sottrarsi alle proprie responsabilità o di delegarle ad altri soggetti. In questi casi si parla di «esternalizzazione della responsabilità in materia di diritti umani».

Uno studio per spiegare un fenomeno strutturale

L’Istituzione svizzera per i diritti umani (ISDU) pubblica oggi uno studio sull’esternalizzazione della responsabilità in materia di diritti umani (pdf).

Si tratta di un fenomeno strutturale che si osserva in Svizzera, ma anche in altri Paesi, e che comporta rischi significativi per i diritti umani.

«La Svizzera non è immune al fenomeno dell’esternalizzazione della responsabilità. Che si tratti della lotta al cambiamento climatico o del controllo della migrazione, le autorità delegano regolarmente le proprie responsabilità ad altri Stati o a imprese», dichiara Stefan Schlegel, direttore dell’Istituzione svizzera per i diritti umani.

Tre esempi di esternalizzazione:

  • In materia di migrazione, la pratica dei cosiddetti «centri di rimpatrio» (in inglese return hubs) è discussa da mesi all’Assemblea federale. Con questo sistema, le persone richiedenti asilo la cui domanda è stata respinta in Svizzera e che non possono essere rimpatriate nel Paese d’origine verrebbero trasferite in un Paese terzo che ha accettato di riceverle. La Svizzera esternalizzerebbe così a questi Stati una parte dell’esecuzione degli allontanamenti. Questo è problematico perché tali procedure possono avere conseguenze gravi sui diritti umani delle persone migranti o rifugiate, diritti che la Svizzera si è vincolata a rispettare aderendo a diverse convenzioni internazionali.

  • In materia climatica, l’esclusione delle «emissioni grigie» dal bilancio delle emissioni degli Stati. Si tratta delle emissioni generate nelle fasi precedenti e successive al consumo. In Svizzera, dove i beni di consumo sono perlopiù importati, le emissioni grigie rappresentano circa due terzi dell’impronta carbonica, ma non figurano nel bilancio ufficiale delle emissioni. Si tratta di un’esternalizzazione della responsabilità climatica.

  • Nel settore privato, le imprese con sede in Svizzera delocalizzano alcune fasi della produzione in Paesi con salari più bassi. In questi Paesi, la legislazione in materia ambientale e del lavoro è meno rigorosa e l’applicazione delle norme è meno severa. Ne consegue che la maggior parte del valore aggiunto viene generata nel Nord globale, in particolare in Svizzera, mentre i rischi per i diritti umani si concentrano soprattutto nel Sud globale.

Leggere lo studio completo per ulteriori esempi di esternalizzazione (pdf)

Rischi concreti per i diritti umani

L’esternalizzazione della responsabilità aumenta il rischio di violazioni dei diritti umani. Questi rischi sono particolarmente elevati per i gruppi in situazioni di vulnerabilità, come le donne, le persone minorenni e le persone migranti.

Inoltre, l’esternalizzazione rende più difficile l’accesso alla giustizia. Poiché le responsabilità non sono definite con chiarezza, anche la competenza dei tribunali è poco chiara. Quando le persone lese si trovano all’estero, si aggiungono ostacoli logistici ed economici: costi delle procedure, barriere linguistiche, difficoltà di accesso ai mezzi di prova e così via.

Affrontare i problemi e chiarire le responsabilità

Con questo studio, l’ISDU intende richiamare l’attenzione delle autorità sulla diffusione dell’esternalizzazione in numerosi ambiti. Vuole inoltre mettere in evidenza i rischi che ne derivano per i diritti umani, anche quando le persone lese si trovano a migliaia di chilometri di distanza.

«Le decisioni prese in Svizzera hanno conseguenze concrete, talvolta gravi, per le persone e le comunità che vivono dall’altra parte del mondo, comprese quelle delle generazioni future. Si tratta quindi di una questione che riguarda direttamente l’Istituzione svizzera per i diritti umani. È nostra responsabilità collettiva affrontare questi problemi e chiarire le responsabilità», conclude Stefan Schlegel.

Lo studio esamina anche diverse iniziative volte a chiarire e ridistribuire le responsabilità. Purtroppo, queste iniziative sono ancora agli inizi e resta molto da fare, anche in Svizzera.

Leggere lo studio completo (pdf)

Leggere il riassunto dello studio (pdf)

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